Tattica di regata: cosa fare dopo la partenza

Dopo la partenza qual è la prima cosa da fare? Se si è partiti bene bisogna tenere d’occhio l’avversario, marcandolo, altrimenti è necessario trovare un corridoio d’aria pulita. Nel primo caso, quindi, si deve difendere con i denti la buona posizione acquisita in partenza, aspettando la mossa dell’avversario, nel secondo caso, invece, la nostra priorità è quella di smarcarci subito dal ‘gregge’ per navigare in un corridoio d’aria libera dai rifiuti degli avversari. Questo è quello che mi hanno insegnato. Ed è così che si deve fare.

Tattica di regata: cosa fare dopo la partenzaDopo le tante regate sull’Optimist, quando si partiva in 150 e prima del segnale di partenza quasi si sgomitava, poi sui Laser e adesso sui grandi e veloci scafi da regata, nulla è cambiato, la tattica (che adottavo e che adotto) è sempre la stessa: marcare gli avversari quando si è in buona posizione o togliersi dal ‘cono d’ombra’ e cercare vento pulito quando si è in una posizione di svantaggio. L’unica differenza è che sugli Optimist e sui Laser si combatteva ad ‘armi’ pari, essendo barche sostanzialmente uguali (lunghezza dello scafo, superficie velica etc.), mentre nelle regate alle quali prendono parte barche d’altura di diversa dimensione e tipologia, il tutto si complica non solo perché si naviga in equipaggio, quindi si deve lavorare in sintonia, ma perché le barche hanno differenti prestazioni. Ma quando si naviga nei rifiuti, a prescindere dal tipo di barca, si deve virare e cercare un corridoio d’aria pulita, a costo di dover fare un’altra virata subito dopo per dare la precedenza alle barche con mure a dritta, altrimenti la flotta sopraggiungerà. Se poi navighiamo su un mezzo (più) veloce e performante… il ‘gregge’ raggiungente, dopo un po’, sarà solo un lontano ricordo.

Buona tattica a tutti!