Storie di Mare: regata sulla Costa degli Dei vissuta a bordo di Bramino, la barca di un lupo di mare solitario

Il racconto di un viaggio tra le boe vissuto su Bramino, la barca del Lupo di Mare Solitario Ferruccio Rizzuti. Dalla seconda prova del campionato d’altura che si sta svolgendo in Calabria, è in corsa per il Progetto “Sognando Itaca” dell’AIL- Associazione Italia Contro la Leucemia

 

L'armatore di Bramino Ferruccio Rizzuti

Ferruccio Rizzuti, l’armatore di Bramino

Vibo, 05/11/2017: Campionato Vela d’altura 2017-2018 – Seconda prova

Condizioni meteo alla partenza buone con un vento da est di una decina di nodi, mare calmo e cielo sereno o con qualche velatura. Partenza alle 11.42.13, percorso di 6,5 mm.

Nella foto Bramino è coperta dalla barca giuria perché era alla boa e con mure a sinistra.

Nella foto, Bramino è coperta dalla barca giuria perché era alla boa e con mure a sinistra.

La partenza di Bramino non è stata buona perché ero partito alla boa con mure a sinistra e mi sono trovato diverse barche che si incrociavano con Raffica II che proveniva con mure a dritta, con Vittorio Vercillo che gridando come un pazzo [:)] alle altre barche che incrociava per avere acqua. Per lasciarlo passare in modo corretto ho perso qualche minuto. Poi, mi sono messo in rotta per tagliare la linea di partenza e iniziare il primo bordo a terra, ma dopo qualche minuto ho virato per andare al largo dove c’era maggiore pressione.

2Quindi sono partito facendo un bordo a terra fin sotto il borgo di Pizzo, procedendo con una buona velocità per poi virare e proseguire verso il largo dove stavo per incrociare Thinking About. Pur avendo diritto di rotta ho preferito virare e tenermelo dietro, poiché sulla layline verso la boa mi sarei presentato con mure a dritta nuovamente e all’incrocio sarei passato prima.

3Al giro di boa (foto a sinistra) vedo passare prima di me Jaramy di Paoletto Greco che però recupero nel successivo lato di poppa in quanto faccio un lungo bordo di poppa tenendomi verso il largo, mentre le altre imbarcazioni si tenevano più sotto costa. Intanto, le prime barche che risalivano lungo il secondo bordo di bolina erano tutte sotto costa dove, in quel momento, c’era una maggiore pressione.

L'ora in cui Bramino gira la boa di bolina

L’ora in cui Bramino gira la boa di bolina

La boa di poppa la giro alle 13:01,20 secondi (foto a destra) e incomincio così il secondo lato di bolina, facendo sempre un bordo a terra fin sotto il paese di Pizzo incontrando dei brutti vuoti d’aria che hanno rallentato di molto la velocità di Bramino e mi hanno indotto a fare delle stupidaggini, come virare diverse volte con poco vento.

Intanto l’imbarcazione Thinging About proseguiva la sua navigazione più sopravvento, dove c’era più aria, e approcciando la boa di bolina con congruo anticipo su Bramino. Jaramy invece, che aveva fatto un bordo al largo, era anche lei penalizzata dal poco vento e arrivava  indietro.  In prossimità della boa, dove c’era una forte corrente, Bramino si è trovato in difficoltà  perché non avevo saputo calcolare la velocità della corrente. Per poco stavo per perdere la boa e ho dovuto fare un altro paio di virate per poterla girare in sicurezza. Jaramy, intanto, che sopraggiungeva con mure a sinistra e faceva un bordo bretone, girava la boa interno e mi sono dovuto tenere discosto. Quindi, a quel punto, dietro a me c’erano solo due barche, Luna e Sybaris, che stavano ancora risalendo il vento.

La grande rimonta!

9E qui comincia la più grande rimonta che io abbia mai fatto. Poiché mi sono mantenuto al centro del campo di regata, esattamente sulla linea dritta, per andare in boa, Jaramy e altre due barche più grandi facevano una rotta più al largo e Thinkin About era bloccata da un vuoto d’aria a  300/400 cento metri dalla boa di poppa. Il vento era decisamente girato verso ovest e quindi mi sono mantenuto sulla rotta verso la boa con una andatura al traverso con una buona velocità, attorno ai 4,5 nodi, mentre le barche al largo avevano minore pressione e sono state costrette a fare più strada. Essere indietro e dover recuperare non sempre è negativo poiché hai modo di vedere quello che fanno le barche che ti stanno davanti. Inoltre il vantaggio di essere in solitario è che non hai la possibilità di rilassarti o distrarti un attimo e quindi ti accorgi subito dei salti di vento e sei sempre pronto a regolare le vele o la rotta di quel tanto che ti consente di mantenere costante la velocità, perché una volta preso il suo passo giusto la barca avanza.

Storie di mareBramino, con una continua regolazione micrometrica delle vele, manteneva un assetto costante e si presentava alla boa prima di tutte le barche che fino a poco prima aveva avuto davanti alla sua prua.

E qui incomincia la sofferenza. Il vento era del tutto calato e per fare lo stacchetto fino alla barca giuria l’andatura diventava al giardinetto o di poppa piena. Ho dovuto fare le acrobazie per tenere la randa, in modo che non strambasse accidentalmente, e il timone, per un minimo di rotta regolare.  Quelle centinaia di metri che mi separavano dall’arrivo sembravano non finissero mai. Anche le barche che erano sulla poppa di Bramino si trovavano nella stessa situazione e non avevo da temere alcuna sorpresa. Fino a che non è arrivato il fischio liberatorio dell’arrivo di Bramino che annunciava la conclusione della sua regata.

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Il tempo di arrivo di Bramino

Il tempo che mi ha assegnato la giuria è di 14.41.31, poiché i nostri orologi (foto a sinistra) non erano sincronizzati sullo stesso meridiano… Acceso il motore ho liberato subito la linea di arrivo e sono uscito rapidamente dal campo di regata e dietro di me la situazione era la seguente (foto in basso). Considerand14o che c’erano ancora sempre Luna e Sybaris ancora più indietro, ho concluso la regata lasciando dietro sei barche… non male per Bramino.

Ferruccio Rizzuti