Roberto Soldatini e il suo viaggio in barca a vela verso Scilla

Roberto Soldatini e il suo viaggio in barca a vela verso ScillaIl direttore d’orchestra, velista e scrittore, a bordo della sua Denecia fa rotta verso Sud e ci racconta la navigazione affrontata lungo la costa tirrenica calabrese

 

Giovedì 28 maggio 2015, Scilla (RC)
Questa mattina era previsto temporale e trenta nodi di vento da nord ovest, con onde di tre metri. Invece c’è un sole che non si sopporta neanche in bermuda per quanto scalda, e le bandierine rimangono tristemente a penzoloni. Poi quando sono in rotta per Scilla si alza un po’ di vento. Sono appena sei nodi e non da nord ovest, bensì da sud ovest. Inoltre l’onda è inferiore al metro ed è lunga, fastidiosa. Forse i meteorologi dovrebbero cambiare spacciatore.
Poi, verso metà giornata, il vento aumenta un poco, dieci nodi, e gira a ovest. Così mi consente di andare a vela, Finalmente. Al traverso, a una velocità tra i quattro e i cinque nodi. Ve bene, non ho fretta. Con questa andatura dovrei metterci circa sei ore. Tuttavia, a sei miglia da Scilla rinforza ancora, quindici nodi, e Denecia solca questo ultimo tratto a oltre sette nodi.
Per cena a Scilla mi aspettano le delizie del ristorante Antrois Scilla della famiglia Arena, immancabile appuntamento sulla rotta di Denecia. Una delle novità del menù di quest’anno sono i fiori di zucca fritti ripieni di ricotta e gamberi. Il fritto è leggero, sottile e croccante. Per una persona ne servono sette. Non riesco a resistere a mangiarli tutti quanto sono buoni. E comincio a preoccuparmi per il resto che ho ordinato: riso al limone e gamberi, poi pesce spada fresco cucinato con la salvia.
La mattina salpo con comodo, e non prima di aver salutato Giovanni Arena, che degli Arena è quello che si occupa degli ormeggi. Siamo amici da quando mi venne a salvare me e Denecia quattro anni fa. Il mare e gli eventi eccezionali a volte legano le persone a vita.

Roberto Soldatini

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