#iorestoacasa: Marta e gli ospiti di bordo

Ecco come la skipper cagliaritana ha vissuto i primi giorni di quarantena a bordo di Churingas.

iorestoacasa-marta-e-gli-ospiti-di-bordoCari amici, data la mia fortuna ancora più evidente in questo periodo nel vivere in barca, ho pensato di impegnarmi per tutti questi giorni di #iorestoacasa nel condividere video, foto, aneddoti e storie di mare con voi, sperando che possano essere, almeno per qualche minuto, una piccola distrazione in questo periodo difficile per tutti. I miei pensieri, come sempre, in questo periodo vanno anche ai bambini, forse meno consci della situazione ma spesso più insofferenti nel restare chiusi a casa. A loro, magari, leggete la storia dei due animaletti di bordo, col mio augurio di venire a conoscerli presto.

 

La vita di bordo, avendo ormai annullato i prossimi impegni lavorativi, è scandita dalle strilla e i pasti di quei due pennuti ambulanti di Paté e FoieGras. Hanno ritmi molto simili ai miei: si svegliano con la luce del sole e gli viene sonno col buio. Il piccolo FoieGras, presumibilmente maschio, piano piano si sta riprendendo grazie alle medicine, mentre Paté, sicuramente femmina e sempre chiassosa, ha ormai iniziato a mettere il piumaggio da adulta.

Il 10 marzo, primo giorno di #iorestoacasa, la giornata è stata dedicata interamente alla ginnastica, agli allestimenti di barca e pontile, per far stare più comodi i due pennuti, e all’addestramento di Paté e FoieGras. Niente di meglio di un bel bagnetto fresco per imparare a seguire la mamma in acqua. In natura gli anatroccoli vanno in acqua dopo pochi giorni di vita. Questi, a causa di una maestralata fredda e del raffreddore di FoieGras, si sono abituati sin troppo bene a fare il bagnetto in una ciotolona d’acqua calda e ora storcono un po’ il becco quando mettono la prima zampa in mare. pontileIl 9 marzo, invece, dopo la ginnastica della mattina, siamo finalmente usciti in barca! Per Paté e FoieGras è stata la prima volta e devo dire che non si sono trovati affatto male! Un maestrale leggero con un mare piatto e privo di barche, ci ha accompagnati a poche miglia in una caletta riparata dal vento, quanto è bastato per far provare loro un po’ di onda, i rumori delle vele e del salpancora, qualche giro attorno alla barca a scorgere le occhiate e, al ritorno, fare una bolina con la barca un po’ sbandata.
Niente di avventuroso, ma sufficiente per far sgranchire un po’ le zampe ai due pennuti e far girare un po’ i bozzelli.

caletta

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