Come applicare l’antivegetativa: trucchi, consigli e tutorial fotografico

Carena fai da te: i suggerimenti per prepararla e le dritte giuste per dare la pittura in modo semplice, pratico e veloce. Per un ritorno in mare (e una barca) da campioni.

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Anche questo inverno finalmente lo abbiamo lasciato alle spalle e possiamo iniziare a pensare a tutto ciò che di bello e piacevole potrà riservarci l’estate. Ma per affrontarla nel modo giusto dobbiamo prenderci cura della barca e prepararla per trascorrere una nuova stagione all’insegna del divertimento e della spensieratezza.

Oltre ai tanti lavoretti di bordo, per iniziare a navigare in lungo e in largo dobbiamo “fare carena”. Un lavoro che deve essere eseguito non solo per motivi estetici, ma soprattutto per preservare l’opera viva dallo sviluppo del fouling. Inoltre, applicando la pittura a mantenendo la carena pulita si diminuisce l’attrito sull’acqua. Nelle regate, che siano di circolo o offshore non fa alcuna differenza, la barca non subirà quel rallentamento, seppur impercettibile, dovuto alla vegetazione presente sull’opera viva e, al contempo, riusciremo a risparmiare qualche euro di gasolio, destinandolo magari alla cambusa, soprattutto durante i lunghi spostamenti a motore che ci consentiranno di raggiungere la meta delle tanto agognate vacanze. Vediamo, quindi, come preparare la carena e applicare l’antivegetativa senza intoppi.

PREPARAZIONE
Prima di applicare l’antivegetativa dobbiamo pulire accuratamente l’opera viva. Dopo il lavaggio con l’idropulitrice, se stiamo lavorando su superfici con vecchia antivegetativa e la carena è in cattive condizioni, carteggiamo ad umido con carta di grana 80-120 facendo attenzione a non danneggiare il ciclo sottostante alla vecchia antivegetativa. Se, al contrario, le condizioni sono buone, dopo aver asportato gli agenti contaminanti ed eventuale vegetazione usando sempre l’idropulitrice, carteggiamo a umido, ma in questo caso con carta di grana 120-180, quindi più sottile.
Lavorando invece su superfici portate a nuovo, dobbiamo sgrassare con solvente o con un detergente idoneo e lavare con l’idropulitrice. Solo dopo averla pulita e fatta asciugare, possiamo passare la carta abrasiva 180-220.

LAVORI DI STUCCO
lavori-di-stucco-e-di-baseSe ci accorgiamo che sulla carena sono presenti piccole imperfezioni, dobbiamo livellare la superficie con lo stucco (nel nostro caso bicomponente). Prima però, dobbiamo applicare una mano di fondo o un primer. Per preparare lo stucco mescoliamolo accuratamente in modo da ottenere una miscela omogenea. Quindi applichiamo sulla superficie uno strato omogeneo con una spatola, cercando di non lasciare sbavature. Dopo aver lasciato essiccare il prodotto possiamo carteggiare e, infine, pulire bene la superficie trattata.

GIÀ CHE CI SIAMO…
Inoltre, quando la barca è in cantiere, possiamo approfittarne per fare alcuni controlli come la messa in dima delle appendici e che tutto sia simmetrico, controllare la boccola del timone, eventuali infiltrazioni di acqua all’interno del saildrive, controllare e rivisionare le prese a mare,  il paraolio dell’asse, piuttosto che i cuscinetti o il parastrappi dell’elica ed, eventualmente, sostituire gli zinchi.

QUALE ANTIVEGETATIVA SCEGLIERE?
Esistono due grandi gruppi di antivegetativa: a matrice dura e autolevigante. La peculiarità dell’autolevigante, che è più densa di quella a matrice dura, è di essere autopulente. Ovvero rilascia nell’acqua sostanze che inibiscono, respingono o ritardano l’attacco e lo sviluppo del fouling, cioè le alghe o i molluschi. Inoltre, grazie al progressivo assottigliamento, sarà facile rimuoverne gli strati avanzati nel momento in cui dovremo “fare carena”. Questo tipo di pittura va benissimo per le barche da crociera.

Applicando il prodotto a spruzzo, lo spessore dell’antivegetativa sarà mediamente più basso rispetto a un’applicazione a rullo, con il vantaggio di applicarne di meno e avere una superficie più liscia.

Quelle a matrice dura, invece, sono molto resistenti all’abrasione, per cui sono adatte anche per gli amanti delle lunghe navigazioni. Nel tempo, sulla carena rimane solo la matrice non attiva dell’antivegetativa e quindi vi sarà un accumulo di spessore con i successivi carenaggi. A differenza dell’autolevigante, ha il vantaggio – di non poco conto per chi fa regate – che può essere pulita frequentemente senza che il prodotto venga asportato.
La scelta dell’antivegetativa quindi va fatta tenendo conto dell’utilizzo che si fa della barca e, generalmente, ogni 3 stagioni il residuo deve essere asportato.

In generale, se da un lato applicarne molta di più di quella necessaria può tutelare meglio la carena durante la stagione, dall’altro occorrerà più tempo e lavoro per eliminare tutto il vecchio strato residuo nel momento in cui si fa carena.

QUANTO PRODOTTO SERVE?
Sui siti Web dei produttori sono disponibili “elaboratori automatici” per calcolare la quantità di antivegetativa da usare. È sufficiente inserire le caratteristiche essenziali dell’imbarcazione e il gioco è fatto. Ma se non possiamo fare a meno, ecco una formula che ci permette di fare un calcolo fai da te. (A+B)xC= mq dove A è la lunghezza dell’imbarcazione al galleggiamento moltiplicata per la larghezza massima; B è la lunghezza al galleggiamento moltiplicata per il pescaggio e C è il coefficiente di finezza, che tiene presente la forma dello scafo (0,35 per scafi a vela moderne con bulbo; 0,40 scafi a vela con carena dalle forme piene).

IL LAVORO… IN BREVE
antivegetativaNoi abbiamo utilizzato un’antivegetativa bicomponente, per conferire allo scafo una elevata scorrevolezza e consentire prestazioni ad alto livello. Come da scheda tecnica, l’abbiamo applicata a spruzzo (se indicato dal produttore, l’antivegetativa può essere applicata a rullo). Abbiamo dato due mani sull’opera viva e una terza sulle appendici (timone e deriva) e lungo la linea di galleggiamento. L’essiccazione è rapida, e il film liscio.
Per quanto riguarda la superficie coperta dalle toppe che, per ovvi motivi non possono essere verniciate contemporaneamente al resto dell’opera viva, possiamo programmare con il cantiere di far spostare la barca sull’invasatura oppure, il giorno in cui deve essere varata, si programma di metterla sulle fasce la mattina, quindi liberare le toppe per dare l’antivegetativa, e rimetterla in acqua durante il pomeriggio per dare tempo al prodotto di seccarsi.
Prima di iniziare, ricordiamoci di indossare gli indumenti adatti – guanti, tuta e mascherina – avendo anche cura di coprire gli zinchi e le parti che non necessitano di antivegetativa. Ora siamo pronti per metterci al lavoro.

nastro-e-nylonCOSA SERVE
Antivegetativa, diluente, nastro carta, nylon per mascheratura, pennello inclinato, carta abrasiva 600.
Per le antivegetative che devono essere applicate a spruzzo:
compressore, pistola a spruzzo e, per prodotti bicomponenti, un miscelatore elettrico.

1 MASCHERATURA1

1a

Partendo da prua, iniziamo a proteggere le superfici al di sopra della linea di galleggiamentocon una mascheratura di nyoln preaccoppiata al nastro carta. Così facendo potremo proteggere anche le murate.

2 LINEA DRITTA2-linea-dritta 2-b-linea-drittaPer tirare una linea dritta, il nastro va steso un po’ per volta. Solo se stiamo proseguendo in modo corretto possiamo applicarlo bene allo scafo facendo pressione con la mano.

3 MURATE PULITE3-murate-pulite 3-b-murate-puliteTerminato il lavoro lungo la linea di galleggiamento (a dritta e a sinistra), iniziamo a mascherare anche le murate, per proteggerle dalla nebulizzazione dell’antivegetativa. Usando un prodotto applicabile a rullo, possiamo fare a meno di questa ulteriore protezione.

4 CURVE PERICOLOSE4-curve-pericoloseOra occupiamoci della poppa, a cui va prestata particolare attenzione per via della linea curva da seguire. Applichiamo il nastro lungo la linea di galleggiamento e poi sullo specchio. E il gioco è fatto.

5 IMPACCHETTIMO5-impacchettimoPer evitare di sporcare il piede del motore, soprattutto perché l’elica deve essere protetta con un tipo di antivegetativa differente, proteggiamola avvolgendo l’intero saildrive.

6 INVASATURA PULITA
6-invasatura-pulita
Preserviamo la parte alta dei cavalletti e i toppe, soprattutto se sono di proprietà del cantiere che ci ha autorizzato a svolgere i lavori autonomamente. Ora possiamo prepariamoci per applicare l’antivegetativa.

7 VERSIAMO I PRODOTTI…7-misceliamoUsando un prodotto bicomponente, dobbiamo aggiungere il componente B al componente A nelle proporzioni indicate e, infine versare il diluente nelle dosi indicate dal produttore.

8 … E MISCELIAMO8-e-mescoliamoPer avere un prodotto omogeneo da applicare sulla superficie, mescoliamo il tutto aiutandoci con il miscelatore elettrico. Questo passaggio va fatto in modo accurato.

9 FACCIAMO IL PIENO
9-facciamo-il-pienoOra non rimane che versare l’antivegetativa nel serbatoio della pistola a spuzzo.

10 METTIAMOCI ALL’OPERA
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Iniziamo il lavoro applicando la prima mano di antivegetativa sulla pala del timone.

11 BULBO A SPRUZZO
11-bulbo-a-spruzzoOra tocca al bulbo e alla deriva. Diamo l’antivegetativa, assicurandoci di aver già rivestito lo zinco.

12-a-bulbo-a-spruzzo

 

12 BULBO A PENNELLO
13-bulbo-a-pennello 13-a-bulbo-a-pennelloNon dimentichiamoci di passare il prodotto anche sotto. Per facilitare il lavoro usiamo il pennello inclinato.


13 DA PRUA A POPPA
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Applichiamo il prodotto su tutta l’opera viva, assicurandoci di aver già rivestito le componenti che non devono essere ricoperte dall’antivegetativa come le sonde e gli zinchi. Per ottenere uniformità di colore e di spessore dobbiamo procedere dalla linea di galleggiamento fino al fondo o da prua a poppa.

 

 

 

14 CARTEGGIAMO
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Dopo aver dato la seconda mano di antivegetativa sulla carenza e una terza su appendici e linea di galleggiamento (attendendo tra i vari passaggi circa 4 ore), per ottenere una superficie davvero liscia carteggiamo a umido con carta abrasiva 600.14-a-carteggiamo


15 PINNA AGGRESSIVA

15-squaloPer dare un tocco di originalità al bulbo possiamo personalizzarlo a nostro piacimento con una vernice.

15 IN ACQUA
15-in-acquaIl lavoro è terminato. La barca può tornare in acqua, navigare protetta e più veloce di prima.

PRIMA E DOPO
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